
Un Viaggio Nostalgico da Milano alla Sicilia: L'Espresso Trinacria e i Ricordi d'Infanzia
Il viaggio sull'Espresso Trinacria, da Milano a Milazzo, non era solo uno spostamento geografico, ma un vero e proprio rito di passaggio, un'avventura epica che scolpiva ricordi indelebili nell'animo di una bambina. Ogni estate, con la nonna, l'autrice intraprendeva questa Odissea ferroviaria che trasformava lo Stivale in un libro di geografia vivente, con la Pianura Padana, gli Appennini e la Costa tirrenica che sfilavano dal finestrino. Le cuccette, il rollio del treno e l'attesa del traghetto per lo Stretto di Messina erano tappe fondamentali di questa esperienza formativa, culminate con il rito dell'arancino e l'incontro con la Sicilia.
L'arrivo a Messina, dopo aver “divorato” l'Italia con gli occhi, segnava l'ingresso in un mondo diverso, quello della luce del Sud e delle tradizioni più radicate. L'attraversamento dello Stretto a bordo della “balena bianca”, il disassemblaggio del treno e la corsa all'arancino caldo al porto di Messina erano momenti di pura magia. Questi gesti, apparentemente semplici, erano intrisi di significato, un vero e proprio benvenuto nella terra siciliana, un'esperienza che l'aereo, con la sua velocità e il suo distacco, non potrà mai replicare. Il viaggio si concludeva a Lipari, un'isola nell'isola, raggiungibile dopo un'altra breve traversata, a simboleggiare la complessità e la bellezza di una terra ricca di storia e sapori.
Il Fascino del Viaggio in Treno: Un'Odissea Italiana
L'esperienza di viaggiare in treno attraverso l'Italia, da Milano alla Sicilia, a bordo dell'Espresso Trinacria, è stata per l'autrice molto più di un semplice trasferimento. Ha rappresentato una vera e propria esplorazione delle diverse regioni italiane, osservate dal finestrino come pagine di un libro di geografia in movimento. Dalla laboriosa Pianura Padana ai suggestivi boschi appenninici, fino alle coste tirreniche, ogni tratto di binario rivelava un pezzo unico del paesaggio italiano. Questo viaggio lento e contemplativo, durato quasi ventiquattro ore, offriva una prospettiva unica sulla lunghezza e la diversità del paese, permettendo di apprezzare le distanze e le peculiarità di ogni località, in netto contrasto con la rapidità e l'omologazione del viaggio aereo moderno.
L'atmosfera del treno notturno, con le sue cuccette e le lenzuola di carta, contribuiva a creare un senso di avventura e attesa. I racconti scambiati tra i passeggeri, in una varietà di dialetti, arricchivano ulteriormente l'esperienza, trasformando ogni scompartimento in un piccolo microcosmo sociale. Il momento più atteso era senza dubbio l'arrivo a Villa San Giovanni, l'emozionante incontro con la 'balena bianca', il traghetto che avrebbe trasportato il treno attraverso lo Stretto di Messina. Questo passaggio, simbolo dell'ingresso in Sicilia, era un rituale magico che annunciava l'imminente arrivo in una terra dai colori e dalle tradizioni uniche, un'esperienza che nessun ponte, per quanto maestoso, potrebbe mai sostituire nell'immaginario affettivo dell'autrice.
L'Approdo in Sicilia: Sapori e Tradizioni tra Messina e Lipari
L'arrivo in Sicilia, in particolare a Messina, era un momento intriso di tradizioni e sensazioni uniche. La luce del Sud, così diversa e intensa, annunciava l'ingresso in un nuovo mondo, un miraggio che prendeva forma dopo l'emozionante traversata dello Stretto. L'operazione di imbarco del treno sul traghetto, con il suo lento e metodico frazionamento, creava un'attesa quasi mistica, culminata con il suono della sirena e il rito collettivo dell'arancino. Questo non era solo un pasto, ma un vero e proprio benvenuto nella cultura siciliana, un sapore che l'autrice, pur agnostica, associava a un rituale quasi religioso, inscindibile dal saluto alla Madonna della Lettera e alle sue antiche parole latine.
Messina, spesso sottovalutata come "provincia babba", si rivelava un luogo di grande fascino attraverso gli occhi della nonna, che ne mostrava i tesori come il Sacrario di Cristo Re e il Duomo con il suo orologio astronomico, testimoni di una storia ricca e a tratti tragica. Dopo Messina, il viaggio proseguiva lungo binari che correvano a fianco del mare, offrendo panorami mozzafiato fino a Milazzo. Qui, l'autrice confessava la sua "passione di ferro" per i treni, anche con i loro ritardi, parte integrante dell'esperienza. L'ultima tappa era Lipari, un'isola nell'isola, raggiungibile in aliscafo, dove il profumo dello zolfo di Vulcano e la vista di Marina Corta segnavano la fine di un viaggio indimenticabile, un'immersione completa nella cultura e nei sapori di una Sicilia autentica e amata.
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